Durante le prime, interminabili  poppate  diurne un curioso mix  di sensazioni  e stati d’animo si impossessava di me.  Una condizione estatica di  pace con il mondo, della serie “faccia pure con calma, le mie mammelle sono a sua completa disposizione”  si alternava ad un’insolita frenesia  nervosa  “ao’,  ma quando ti stacchi?? è già  mezzora che succhi e io dovrei , nell’ordine, cambiarti il pannolino,  passare l’aspirapolvere,  telefonare alla mia migliore amica etc. etc.”.  Per non parlare della temperatura corporea, che mi permetteva di passare dal caldo sahariano ai  brividi da Circolo Polare Artico a distanza di pochi minuti.

In notturna, invece, il pensiero era uno solo: “Help!  qualcuno mi aiuti a sorreggere il mio cranio  e a non addormentarmi…se cedono anche  le braccia è la fine.”  Causa marito insonne,infatti, al rientro dall’ospedale mi sono vista costretta ad abbandonare  la tanto osannata posizione  distesa su un fianco nel  lettone  a favore della  piu’ classica  seduta in poltrona ikea  nella camera del pupo, rischiando pero’   di  perdere  due  teste.  Per ovviare a questo problema  mi facevo  di biscotti  ad alto contenuto  glicemico, ripetendomi come un mantra che alle neomamme tutto è concesso.

Ad oggi la mia attività non è ancora cessata  ma è aperta solo di primo mattino e in tarda serata  (please don’t let me be misunderstood!!).  Inoltre  il mio ghiotto cliente ha trovato ben altro pane per i suoi dentini ed ora non posso che apprezzare  questi  momenti speciali e  tutti nostri.