Se vostro figlio appartiene alla categoria dei mangioni, vi assicuro che potrete  vivere la preparazione delle sue pappe come un’esperienza pressoché ludica.  Vi accorgerete di come, sostituendo  a rotazione gli ingredienti, il risultato non cambi: il mangione è sempre  disposto  ad ingurgitare copiose quantità di quella  portata  unica  che, pur inglobando  antipasto, primo secondo,carboidrati ,proteine e vitamine,  dal nostro gusto un po’  attempato  è  etichettata  sempre e comunque come   sbobba insapore.   I soli  requisiti per lui fondamentali  sono

  • consistenza: durante i mesi dello svezzamento dovrete fare in modo che ogni pietanza gli ricordi formalmente il suo piatto prediletto, ovvero il purè.; detto questo potrete omogeneizzare qualsiasi cosa, in periodi di carestia anche il vasetto dello yoghurt
  • temperatura: nè troppo caldo, nè troppo freddo
  • puntualità svizzera

Le ultime due condizioni raramente possono coesistere: una  volta  che nella mente del  mini serial killer comincia a  delinearsi  l’idea dell’abbuffata serale ,  state infatti per cimentarvi  nel  peggiore dei  pressure test di  Masterchef  .   Avete i  secondi contati  perché, quando il piccolo Bastianich  vi comunica che ha fame, intende dire che ha fame IMMEDIATAMENTE.  Dall’alto del suo seggiolone  inizierà a sbraitare e  dimenarsi  fissando bramoso un  qualsivoglia genere alimentare   e voi, che in cuor vostro  ringraziate  la nonna per aver gestito  questo  forsennato all’ora di pranzo, fate i salti mortali per ultimare la pappa, che immancabilmente  gli presentate ustionante .   UEEEEEEEEEE (pianto disperato)!