Se la Reincarnazione esiste, voglio rinascere panettiere.  Durante la mia vita precedente (quella da non-mamma)  non ero una assidua frequentatrice di  forni, ma grazie a mio figlio mi sono fatta una cultura mostruosa   in materia di  crocette, grissini, tartarughe e sfilatini.

Adesso che ci penso anch’io sono abbastanza  farinacei-addicted, ma lui deve avere un problema:  non chiedetemi  come , è in grado di divorare crostini sin dai tempi  in cui la sua formazione dentale era pari a zero.Giusto il tempo di pagare  il conto, voltarsi e il primo è svanito nel nulla: o ho partorito  il mago Silvan (e non glielo auguro) o, piu’ probabile, lo ha già sbranato. Entro  due  secondi  comincia a urlare .  Ha ora inizio la corsa contro il tempo per ridurre il piu’ possibile l’intervallo tra primo e secondo, secondo e terzo e cosi’ via…a volte si arrende  solo quando crolla, sfinito, con un umido  residuo  di crocetta  in mano,  coperto di briciole dalla testa ai piedi.

No, vi giuro che  non è un post su  Homer  Simpson, si tratta di mio figlio.

Va da sé che io cerchi di incastrare le commissioni mattutine anche in base alla vicinanza con un forno, dato che il panino resta ormai l’unico palliativo efficace durante i moti insurrezionali  versus passeggino e negozi  vari.

Cari fornai, non preoccupatevi, siamo noi il vostro rimedio anti-crisi.  Perchè un tozzo di pane, spesso e volentieri, ti salva la vita.