Urletti e pernacchie

Ad un certo punto l’Angioletto , non appena  è in grado di percepire che tutto il mondo è ai suoi piedi  (forse non proprio tutto  ma  tre o quattro  famiglie si, quasi un condominio ecco…)  stabilisce  che le persone che si prendono cura di lui non sono libere di  sostenere  conversazioni  dalle quali  potrebbe sentirsi  escluso. D’altra parte, è sempre stato lui la Star e non vede il perchè dovrebbe  rinunciare a questo ruolo, proprio ora che viene il bello.

Qualunque  sia   l’argomento della disquisizione,  crisi di  Governo  o  fine del mondo profetizzata dai  Maya ,  non fa  differenza. Ed ecco che inizia ad emettere certi  acuti che in confronto  la voce di Michael  Jackson  era afona,  fino a che gli interlocutori si zittiscono e gli chiedono, mossi  da  una gran curiosità , di dire la sua.

Finalmente  è arrivato  il suo momento,  ora ha tutti i riflettori puntati addosso. Osserva il suo pubblico,  sfodera due o tre sorrisi  Brad Pitt style  e si esibisce.  Con un bel “ PRRRRRRRRR “ e  sbavezzo  connesso.

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Utopie

Trovandoci ormai agli sgoccioli dal primo compleanno, mi sento in dovere di spendere due parole sulla nuova tecnologia dei pannolini di ultima generazione. La campagna pubblicitaria ha puntato molto sulla diminuzione dello spessore e dunque sul rinnovato appeal del neonato, che pero’ di punto in bianco si è visto sottrarre quel comodo cuscinetto anti-caduta che tanto giovava al suo fondoschiena. Morale: per essere belli bisogna anche un po’ soffrire.

Per quanto riguarda la capacità di tenuta….ok, è da sfatare il mito dell’ asciutto e pulito ma devo anche ammettere che le migliorie ci sono state, eccome. In questi undici mesi ho visto e sentito una varietà di colori , consistenze e fragranze che voi umani non potete neanche immaginare e ritengo già un miracolo che la fuoriuscita di una tale produzione possa essere bloccata per piu’ di dieci minuti.

A questo proposito mi piacerebbe concludere con un quesito all’esimio Professor Freud: “Caro Sigmund, come hai potuto pensare di destinare tali doni proprio a noi mamme…noi che dal primo giorno di vita del nostro pargolo attacchiamo con il leitmotiv (uno dei tanti)  dai un bacino alla mamma?grazie!   (e tra le altre cose ci piace credere che il bacino sia giunto a destinazione, quando invece siamo solo ricoperte di bava), potremmo mai sentirci appagate dall’abominevole contenuto di un Pampers progressi?”

Dairy

Durante le prime, interminabili  poppate  diurne un curioso mix  di sensazioni  e stati d’animo si impossessava di me.  Una condizione estatica di  pace con il mondo, della serie “faccia pure con calma, le mie mammelle sono a sua completa disposizione”  si alternava ad un’insolita frenesia  nervosa  “ao’,  ma quando ti stacchi?? è già  mezzora che succhi e io dovrei , nell’ordine, cambiarti il pannolino,  passare l’aspirapolvere,  telefonare alla mia migliore amica etc. etc.”.  Per non parlare della temperatura corporea, che mi permetteva di passare dal caldo sahariano ai  brividi da Circolo Polare Artico a distanza di pochi minuti.

In notturna, invece, il pensiero era uno solo: “Help!  qualcuno mi aiuti a sorreggere il mio cranio  e a non addormentarmi…se cedono anche  le braccia è la fine.”  Causa marito insonne,infatti, al rientro dall’ospedale mi sono vista costretta ad abbandonare  la tanto osannata posizione  distesa su un fianco nel  lettone  a favore della  piu’ classica  seduta in poltrona ikea  nella camera del pupo, rischiando pero’   di  perdere  due  teste.  Per ovviare a questo problema  mi facevo  di biscotti  ad alto contenuto  glicemico, ripetendomi come un mantra che alle neomamme tutto è concesso.

Ad oggi la mia attività non è ancora cessata  ma è aperta solo di primo mattino e in tarda serata  (please don’t let me be misunderstood!!).  Inoltre  il mio ghiotto cliente ha trovato ben altro pane per i suoi dentini ed ora non posso che apprezzare  questi  momenti speciali e  tutti nostri.